” Il Talento è ciò che possiedi; il Genio è ciò che possiede te.“

Amboise, 2 maggio 1519. Un giorno qualunque, se non fosse per il fatto che uno dei più grandi geni della storia umana entrava nell’immortalità. Si narra che il re di Francia, Francleonardo da vinci ritrattoesco I abbia pianto sconsolato alla notizia.

Eppure, anche nel momento supremo, Leonardo da Vinci si ricordò di Milano. uno iardino che ha fora de le mura de Milano, nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa” con queste parole, scritte nel suo testamento, Leonardo da Vinci, dedicava gli ultimi pensieri ad una città nella quale aveva vissuto per 20 anni, a fasi alterne.

In occasione dei cinquecento anni dalla sua morte, con questo viaggio, vogliamo ripercorrere gli anni fecondi che Leonardo da Vinci trascorse a Milano, alla corte di Ludovico il Moro.

Dalla prima commissione all’artista, per la Chiesa di San Francesco Grande (oggi distrutta), arrivata nel 1483 – si tratta della pala della Vergine delle Rocce che doveva essere lo scomparto centrale di un trittico. La tavola centrale avrebbe dovuto rappresentare una Madonna col Bambino Vergine delle rocce e1462789606759con due profeti e angeli. Fino a quando, finalmente,  Leonardo da Vinci riuscirà ad entrare nelle grazie del duca.

Stabilendo con lui non solo un rapporto di confidenza ma anche un legame che lascerà profondi e bellissimi ricordi nella città. 

 

“L’esperienza è il solo insegnate in cui possiamo confidare.”

 

dProprio grazie al suo legame con il Moro e con la corte ducale, Leonardo da Vinci darà vita a capolavori assoluti dell’arte. Non solo per la bellezza che li caratterizza ma anche e, soprattutto, per le innovazioni, per gli “azzardi” che hanno infranto le regole del mondo dell’arte.

Chi non è mai rimasto a bocca aperta di fronte al suo più famoso capolavoro, L’ultima Cena?
 In questo immenso pezzo di eternità, Leonardo da Vinci abbandona l’iconografia classica, che vuole Giuda isolato e in un angolo, ad eterna onta del tradimento che ancora non ha commesso. Stravolgendo la tradizione, Leonardo da Vinci lo pone con gli altri, ma rivolto verso lo spettatore.

In questo tour, a bordo del nostro tram, vogliamo ridare voce a Leonardo da Vinci. Non solo, sebbene è già un’opera immensa, attraverso il suo lavoro e la sua genialità. Vogliamo ridare forma all’uomo dietro il genio. Ridare consistenza alle luci e alle ombre di un’anima capace di simili voli verso l’assoluto.

Nell’anniversario della morte di Leonardo da Vinci, Tramart ha pensato ad un viaggio che ripercorre le invenzioni, le intuizioni, le sfuriate del grande maestro per riconsegnarlo uomo tra gli uomini. Il genio, del resto, è sempre la massima espressione del proprio secolo. Leonardo da Vinci fu l’espressione più perfetta del Rinascimento che, qui a Milano, ha toccato picchi di assoluta perfezione.

Sali a bordo con noi: potrai vedere alcuni dei progetti di Leonardo, proprio accanto a te. Potrei vedere, sentire la sua epoca come lui la sentiva; la musica, la moda, la società….

Tramart vuole portarti verso un nuovo modo di conoscere l’arte e l’artista, deliziandoti con aneddoti, curiosità e coccolandoti con un buon caffè.

Ricorda, l’esperienza è dentro di te, non fuori.

Prendi subito il tuo posto; ti spettiamo, tu sei pronto ?

 

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