“ Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, anche il cervello degli altri”

Leonardo da Vinci è indissolubilmente legato a Milano per due motivi: I navigli e Il Cenacolo. Il più grande artista e maestro di tutti i tempi, arrivato in città nel 1482, ha in realtà creato e messo mano ad altre innumerevoli meraviglie.

Chiamato alla corte del Moro, in una città tra le poche in Europa a superare i 100.000 abitanti. Il periodo Milanese di Leonardo è ricco e produttivo, affascinato com’era dall’apertura alle novità scientifiche, tecnologiche e artistiche. Qui, libero dall’essere solo un artigiano alle dipendenze di un padrone, Leonardo potè essere artista e se stesso. Qui, diede vita al più celebre e famoso affresco della storia dell’arte; L’ultima Cena.

Ma perché Leonardo ha lasciato Firenze, perché ha deciso di restare a Milano ?

Come molti artisti, Il giovane Leonardo è giunto a Milano in cerca di fama e fortuna. Non era facile la vita per gli artisti a quel tempo, che altro non erano che alla stregua di servi talentuosi. Non era facile neanche se eri il più grande tra tutti i geni della storia; il talento si sa, non da da mangiare. Ma Leonardo non è certo uomo da lasciarsi ingabbiare da etichette. Il suo fuoco bruciava, e bruciava più di quanto egli potesse sopportare. Uomo dai molti lati incongruenti era distratto, svagato, sempre perso nelle sue visioni eppure, nello stesso tempo era ottimo amministratore di se stesso, capace non solo di gestire il suo lavoro ma anche di essere il suo stesso maneger diremmo oggi.

Scelse Milano spinto dalla sua passione per le armi da guerra, conscio che se non nella grande e ricca capitale lombarda, non avrebbe potuto realizzarle altrove. Ma spesso la vita prende pieghe che neanche i grandi maestri possono prevedere, e da fucili, carri armati e archibugi, Leonardo portò a termine opere come la Dama con l’ermellino, che per la sua bellezza può essere definita un’arma.

Eccolo, il grande Leonardo: con lo scalpello in mano e la polvere sulla barba mentre lavora al gigantesco cavallo di Bronzo, oggi all’ippodromo di San Siro; e nuovamente lui, chino a dipingere l’ultima cena a Santa Maria delle Grazie. Talmente immerso nei suoi innumerevoli progetti da dimenticarsi anche di mangiare. Eppure deve aver amato molto Milano, se vi trascorse il periodo più lungo della sua vita.

Possiamo quasi sentirlo, mentre dice :

 “Alla mia età, ho incontrato tanta gente, ho sofferto e gioito, ma soprattutto ho imparato ad amare l’Amore, e a rifiutare l’odio. L’Amore dona a noi stessi l’eterna gioventù, e ogni domani è importante per incontrare nuova gente e vivere nuove storie importanti.” 

Scopriamo e, soprattutto ascoltiamo Leonardo in questo viaggio, i motivi che hanno portato il genio a fissare la sua residenza nella capitale Lombarda per molto tempo. Attraverso le sue opere, rileggendo la sua celebre lettera di autoreferenze che presentò al Moro, nella quale elencava tutti i motivi per cui avrebbe dovuto assumerlo, nei suoi progetti incompiuti e nei luoghi a lui legati. Rivivremo i tumulti storici, i cambiamenti attraverso gli occhi dell’artista. Come se Leonardo stesso ci svelasse i suoi segreti.

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