20 novembre 1927 nasceva il tram.
Ebbene si; parafrasando un famoso romanzo, potremmo dire i suoi primi 90 anni!

I primi tram moderni videro la luce intorno alla fine del XIX secolo. Erano molto diversi da come siamo abituati noi a vederli; si trattava infatti di veicoli trainati da cavalli, mossi da un motore a vapore oppure a trazione elettrica. Solo con il tempo, la trazione elettrica rimase l’unica. Verso la fine dell’800, il mondo iniziava a muoversi velocemente. Cresceva e si sviluppava in un batter d’occhio. Distanze che prima apparivano immense, adesso erano alla portata di tutti. Quindi, anche i trasporti urbani dovevano stare al passo.

Un certo Benjamin Outram, ingeniere brittanico, esperto nella costruzione di canali fluviali, mise in moto quello che poi sarebbe diventato uno dei più grandi cambiamenti dell’uomo. Nel lontano Derby, durante gli scavi per il canale, costruì la  Little Eaton Ganqway, considerata la prima tramvia a cavalli, già attiva dal 1795. Quest’opera precedeva solo di un anno il primo prototipo di locomotiva a vapore funzionate,e di soli trent’anni della prima vera e propria ferrovia del mondo. Solitamente, anche se in maniera errata, si crede che il nome TRAM derivi da Outram ma la realtà, come spesso accade, è diversa e meno romantica. Il termine infatti, pare derivi dal sassone ” traam” che significa trave. Sebbene Outram abbia giocato con la coincidenza, togliendo una A, per renderlo più simile al suo cognome.

I primi tram erano costituiti da una locomotiva a vapore a cui venavo attaccati uno o due vagoni delle vecchie carrozze a trazione a cavalli. può sembrare strano o divertente ma ne esistevano per tutte le stagioni: una aperta, per le stagioni calde e una chiusa per quelle fredde. A Milano, sulla linea che conduceva a Monza, oggi meglio nota come Viale Monza, ne passava addirittura uno a due piani.

I tram esistono in molte città ma nessuna si identifica così tanto come Milano. Per il capoluogo lombardo il tram è diventato ormai un simbolo, sinonimo stesso della sua identità. Si potrebbe serenamente dire che Milano è il Tram, e viceversa. In quel lontano giorno del 1927, il primo tram o forse sarebbe meglio dire il primo esempio di tram, iniziò a circolare per le vie della città. ” 1501″ il numero di modello. Bisognerà  aspettare due anni però ed un secondo modello “1502” per avere un vero e proprio servizio con una rete che toccasse tutta la città, ed un parco vetture di 502 mezzi.

Nel corso degli anni, i tram di Milano hanno subito numerosi rimaneggiamenti; cambi di colore; uno o più vagoni fino a diventare dei veri e propri treni che si muovo tra le vie cittadine, portandoci dove le nostre vite, i nostri impegni ci chiamano. Forse, sono una presenza tanto assimilata, tanto comune che spesso ci saliamo senza neanche prestare attenzione al fatto che, con tutta probabilità, stiamo poggiando i piedi su di un vero e proprio pezzo di storia. Ebbene si, perchè nonostante il progresso, a Milano esistono ancora delle vetture storiche, risalenti al 1928. Vetture di linea che tutti, almeno una volta, abbiamo preso. Non solo, i vecchi carrelli, comunemente conosciuti come “ventotto” sebbene ideati dall’americano Peter Witt, venivano tutti costruiti nella vecchia Milano dove, nonostante le molte primavere e i vari rimaneggiamenti, ne sono rimasti attivi ancora più di 100. Questo non deve stupire: i tram erano e sono resistentissimi, anche se il tempo passa. Talmente tanto forti da resistere ai bombardamenti senza subire gravi perdite. in realtà un solo tram, il 1624, fu l’unica vittima della ferocia umana. Tutti gli altri, sebbene acciaccati e forse malconci, furono rimessi entro breve in strada.

La loro fama di indistruttibili lavoratori, così simili ai milanesi, li ha resi anche un prodotto di esportazione. Infatti, non tutti sanno che San Francisco può tranquillamente essere visitata seduti comodamente su una delle vetture milanesi, che dal 1983 sferragliano per la città americana.

Con questo passato, non ci stupiremo se un giorno festeggeranno 90 anni per la seconda volta!

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